Scritto il: martedì, 16 giugno 2015 - 23:19:06

Il Karate

Il Karate

La Via del Karate-Do si realizza col tempo assimilando e maturando interiormente conoscenze che riguardano l'aspetto:
  • Tecnico: nel saper utilizzare le varie tecniche per difesa/attacco e come impiegarle nelle diverse situazioni;
  • Interiore: nel riuscire a vincere le proprie debolezze, nell'acquisire l'autocontrollo delle proprie emozioni ed entrare in armonia con se stesso, affinchè il corpo e lo spirito diventino un tutt'uno;
  • Fisico: nel saper usare il proprio corpo. Con ciò si intende anche la conoscenza di elementi di anatomia e di fisica, l'esatto utilizzo degli arti, la giusta contrazione e decontrazione dei muscoli, nonchè l'equilibrio del corpo che rendono i movimenti più veloci.
Importante è chiarire un concetto fondamentale: il Karate è un'esperienza che va vissuta con il proprio corpo, secondo ritmi naturali individuali.

Non basta imparare ad eseguire meccanicamente i movimenti delle diverse tecniche, non si può spiegare a parole il modo in cui vanno eseguite, bisogna studiarle, sentire le sensazioni trasmesse dal proprio corpo e vivere questa esperienza per intuirne e capirne il loro significato profondo.

La Conoscenza Tecnica si acquisisce mediante un'esercitazione continua e metodica, e bisogna apprendere i seguenti elementi fondamentali:
  • il movimento sciolto del corpo;
  • la precisione;
  • la potenza;
  • la distanza;
  • il tempo.

Questi elementi sono presenti nei tre aspetti inscindibili del KaraTe :

  • KIHON = Insieme delle Tecniche fondamentali di base;
  • KATA = Sequenza di tecniche per difesa/attacco contro avversari immaginari, da più direzioni, in un ordine prestabilito ed abbinate ad un preciso percorso;
  • KUMITE = applicazione delle tecniche apprese contro un avversario reale: è il vero combattimento.
 

KIHON

Il termine significa " tecniche di base", e si riferisce allo studio delle posizioni, delle tecniche di difesa e di attacco.
Il kihon o tecnica fondamentale consiste nella pratica, finalizzata all’apprendimento ed al successivo perfezionamento, di tutti quei movimenti che costituiscono la base per la corretta esecuzione delle tecniche di karate. Tale pratica deve essere sviluppata e migliorata nel tempo senza mai essere tralasciata.

Come in tutte le arti giapponesi, l'approssimazione non è ammessa e occorre acquisire perfettamente la forma corretta. In questo modo il praticante sviluppa un alto grado di autocontrollo che gli permette di essere sempre consapevole della sua corretta posizione nello spazio.

Il kihon è quindi un modo per rendere razionale e corretto l’uso di tutte le possibilità del corpo umano, portandolo ad un alto livello di perfezione tecnica.

Occorre sia ben chiaro che lo studio delle tecniche fondamentali deve essere indirizzato non tanto all’apprendimento del movimento in sè, che richiede pochissimo tempo, bensì al renderlo coordinato con l’uso di tutto il corpo, della mente e del proprio spirito, ed alla fine far sì che l’esecuzione diventi fluida, istintiva e senza alcun sforzo fisico. Si deve anche tenere presente che la pratica del kihon ha come ulteriore scopo lo sviluppo armonico del corpo, il progressivo irrobustimento e, attraverso il superamento dei propri limiti, il rafforzamento del carattere e lo sviluppo dell’autodisciplina.

 

KATA

Il kata si presenta come una serie di tecniche di difesa ed attacco, eseguite secondo uno schema preciso, ed è l'espressione di un combattimento contro diversi avversari che attaccano con tecniche differenti da diversi punti.

Il kata inizia sempre con una tecnica di difesa , il che ci ricorda come il karate debba essere utilizzato per salvare se stessi e non come espressione di aggressività o prepotenza.

A seconda del grado di complessità del kata, il karateka durante l'esecuzione effettua una serie piu o meno consistente di tecniche. Se i movimenti sono precisi e corretti, egli termina nello stesso punto di partenza (ENBUSEN).

Il kata comprende momenti di intensità diversa, alcuni dei quali (generalmente due) di massima concentrazione, in cui la tecnica deve essere conclusa con un KIAI (rappresentante l'attacco risolutore) e altri di lenta decontrazione, dove la respirazione può ritrovare libertà dallo sforzo precedente e preparare a proseguire.

Fino a cinquant 'anni fa i Kata erano la sola forma di allenamento, ed erano l'unico mezzo per progredire nello studio del karate.
Gli schemi d'azione tramandati dai kata, nonostante siano molto vecchi, contengono tutte le tecniche del karate e fanno scoprire continuamente una insospettata miriade di possibilità per migliorare nella difesa personale e nelle tecniche di combattimento.

E' questo l'aspetto più interessante: superare con la pratica fisica e mentale i propri limiti di conoscenza e scoprire il senso di queste tecniche. Così il kata, nel momento in cui si crede di conoscerlo completamente, assume sempre nuovi significati. Questa è la ricerca continua del perfezionamento.

Scopo del kata è quello di unire l'efficacia del gesto alla perfezione tecnica precisa e di far comprendere come la prima scaturisca in modo del tutto naturale dalla seconda.

I kata dello SHOTOKAN che noi conosciamo, non sono creazioni di un unico maestro, ma condensano l'esperienza di molti Maestri accumulata nel corso di molte generazioni. Rimane tuttavia certo il merito del Maestro Funakoshi il quale, per primo, li codificò e classificò rompendo così una tradizione che voleva l'insegnamento del karate tramandato nella sola forma orale.

Attualmente ne sono ufficialmente praticati ventisei, di seguito l'elenco ordinato per grado di complessità.
 
9° - 1° KYU 1° Dan 2° Dan 3° Dan 4° Dan
Heian Shodan Bassai Dai Tekki Nidan Tekki Sandan Wankan
Heian Nidan Jion Bassai Sho Jitte Gojushiho Dai
Heian Sandan Kanku Dai Kanku Sho Ji'in Gojushiho Sho
Heian Yondan Enpi Nijushiho Chinte Unsu
Heian Godan   Sochin Meikyo  
Tekki Shodan   Hangetsu Gankaku  
 

KUMITE

Esistono diverse forme di combattimento prestabilite:
  • Kihon kumite Consiste in un attacco e una parata semplice scelti fra le tecniche di base e predeterminate, ripetute da tre a cinque volte. A seconda del numero di passi (ripetizioni) si avrà:
    1. Gohon Kumite: combattimento fondamentale a cinque passi in cui i due atleti si dispongono frontalmente alla distanza di un braccio, uno dei due partendo dalla posizione di guardia (kamaete ) esegue gli attacchi facendo cinque passi avanti mentre l'altro effettua cinque parate arretrando ed infine contrattacca sul posto con un pugno a livello medio (chudan gyaku zuki );
      1. con la stessa tecnica
        • Jodan zuki => Age Uke
        • Chudan zuki => Soto Uke
        • Mae Geri => Gedan Barai
      2. con cinque diverse tecniche
        • Jodan zuki => Age Uke
        • Chudan zuki => Soto Uke
        • Mae Geri => Gedan Barai
        • Yoko Geri => Soto Uke
        • Mawashi Geri => Soto Uke
    2. Sanbon Kumite: combattimento fondamentale a tre passi in cui i due atleti sono sempre disposti frontalmente alla distanza di un braccio, uno dei due attacca facendo tre passi avanti e l'altro arretra eseguendo tre parate ed infine contrattacca sul posto.
  • Kihon Ippon Kumite
  • Consiste in un attacco predeterminato con parata e contrattacco sul posto, eseguito una sola volta. I due momenti essenziali sono l'attacco e il contrattacco; bloccaggi e schivate servono per impostare nel modo migliore i contrattacchi, non sono cioè importanti di per sè, ma mirano a creare nell'avversario un momento di vulnerabilità durante il quale potrà aver luogo il contrattacco.
  • Jyu Ippon Kumite
  • Si tratta di un attacco con parata e contrattacco. Qui l'attacco è predeterminato; analogamente la parata ed il contrattacco sono sempre codificati. La distanza tra i due atleti viene continuamente cambiata, che così sono obbligati a calcolarla nuovamente.
    Con questo tipo di combattimento si esercita e si sviluppa la valutazione della distanza e del ritmo in funzione dell'avversario.
  • Jiyu Kumite
  • Nel combattimento libero Jiyu kumite nulla è prestabilito, i due atleti si affrontano liberamente, esprimendo le proprie capacità seppur nel rispetto di certe convenzioni perchè comunque non si tratta di un combattimento reale.
    Elemento fondamentale rimane, però, il controllo, cioè la capacità di portare la tecnica con potenza e precisione a pochi millimetri dal bersaglio. Occorre sviluppare la valutazione della distanza con la scelta di tempo e ritmo di esecuzione; inoltre, occorre sviluppare la percezione dei movimenti e la percezione degli attacchi dell'avversario.
    Le esperienze che si acquisiscono, consentono di sviluppare da una parte l'individuazione dei momenti di vuoto dell'avversario, e dall'altra la valutazione corretta sia della distanza che del tempo di esecuzione.
    Per poter praticare il combattimento libero gli elementi, visti in precedenza, dovranno essere già stati interiorizzati perché su di essi si imperniano le scelte strategiche: parata e contrattacco (go no sen), attacco al momento della partenza dell'avversario (tai no sen), attacco sul primo movimento dell'avversario (sen no sen) e, infine, il "prima del prima" (sen sen no sen), cioè la tecnica di anticipo con intuizione.